Gli eBook oggi in Italia

Gli eBook sono una realtà in Italia da ormai due anni ma, benché si registrino incrementi costanti sulla disponibilità del parco titoli e nelle vendite (+180% produzione eBookagg. a maggio 2012 – Luca Conti) può essere ancora considerato una nicchia in forte crescita di un settore in crisi. Per comprendere come sarà l’andamento di questo mercato nel prossimo futuro è utile individuare quanti e quali ostacoli stanno rallentando questa nuova branca dell’editoria.

Frammentazione del mercato

L’entrata dell’Italia nel mondo dell’editoria digitale é stato all’insegna delle soluzioni “fatte in casa”. Verso la fine del 2010, Telecom in collaborazione con Mondadori ha proposto Biblet (ora confluito nel progetto CuboLibri), una piattaforma con inizialmente pochi titoli, costosi distribuiti su dispositivi nati già vecchi ed ulteriormente appesantiti da canoni fuori mercato. Nel medesimo periodo Feltrinelli e gran parte dei principali editori italiani hanno proposto Edigita una piattaforma per la vendita di eBook, liberamente integrabile da tutti gli affiliati, che non proponeva nessun dispositivo particolare per la fruizione, tagliando fuori il grande pubblico di lettori tecnologicamente “analfabeti”.
A complicare ulteriormente il panorama si é aggiunta l’adozione di DRM nati per combattere la pirateria ma di fatto utili solamente a complicare ulteriormente la diffusione.
Verso la fine del 2011 Amazon, il principale player internazionale, rende disponibile il Kindle anche in Italia proponendo una soluzione coerente, economicamente competitiva e di semplice utilizzo contribuendo ad allineare l’Italia al resto del mondo.
Nel 2012 Mondadori ci riprova proponendo il portale inMondadori, collocandolo all’interno di un ecosistema molto simile a quello di Amazon che affianca un’offerta piuttosto vasta a dispositivi moderni (la serie Kobo frutto di una partnership con l’omonima azienda) e relativamente economici. Kobo propone  una vera e propria piattaforma di lettura digitale grazie alle applicazioni dedicate (IOS, Android, Windows e OSX) e ai tre dispositivi per la lettura (di cui il Kobo Glo è diretto rivale del PaperWhite).
Nel frattempo tutti i principali editori, Mondadori inclusa, hanno iniziato a pubblicare attraverso tutti gli store rendendo disponibile la propria offerta sulle principali piattaforme.

Oggi il mercato in Italia è da considerarsi relativamente frammentato. L’offerta di titoli è uniforme e copre tutte le principali piattaforme (in quanto a parco titoli Amazon Kindle e Kobo seguite da Google Play Books, Cubolibri, Apple Book Store e la piattaforma distribuita eDigita) ognuna delle quali però non è interoperabile con le altre.

L’ambivalenza del pubblico per il libro digitale

Il libro è al contempo un manufatto dalla forte fisicità e un contenitore di informazioni. Negare questo aspetto non risolve il problema derivante dal fatto che le persone si affezionano tanto alle storie quanto ai libri in cui sono state scritte. L’editoria sta vivendo una trasformazione simile a quella del settore musicale dove la digitalizzazione della musica è stata tanto una rivoluzione tecnologica quanto culturale. Tuttavia passare dal vinile al cd ha comportato vantaggi tali da stimolare tutta l’industria e gran parte del mercato ad adottare il nuovo standard. Oggi i cd vendono sempre meno e le persone comprano online le proprie canzoni acquistando beni immateriali che finiscono sui loro lettori portatili preferiti. Il “lutto” di non avere più fra le proprie mani l’oggetto del proprio amore è stato elaborato grazie all’iPod che ha contribuito a gestire la transizione dal materiale all’immateriale.

Al mercato dell’editoria manca il proprio iPod: un oggetto al contempo bello e semplice da utilizzare sul quale trasferire stabilmente la necessità di toccare ciò che si legge. Oggi il mercato ha raggiunto una certa maturita ed offre diversi device nessuno dei quali però raggiunge il forte appeal necessario a cambiare le abitudini del lettore medio. Attualmente il dispositivo di riferimento per supporto e diffusione è il Kindle che si distingue per l’estrema semplicità con cui approccia la fruizione dei libri. A differenza dell’icona Pop inventata da Apple però questo dispositivo è fatto per essere economico e senza fronzoli, adattissimo allo scopo (io stesso ne sono un felice possessore) pratico ma al contempo pessimo come sostituto “fisico” del libro stampato. Personalmente sto ancora aspettando un eBook Reader “bello”, magari da Apple…

Il target d’utenza

Il grosso ostacolo alla diffusione dei libri elettronici è la difficoltà ad accedere al grande pubblico. Esclusa quella parte d’utenza definita come “nativi digitali” abituata a leggere online e su qualunque dispositivo, il pubblico è fatto di persone con competenze informatiche esigue che non è motivata a cambiare le proprie abitudini “letterarie”. In primo luogo l’utilizzo degli eReader, benché molto semplice, suscita nel lettore “non tecnofilo”  timore e diffidenza. L’idea di fornire i propri dati e acquistare contenuto digitale non è un’idea ben accetta e credo che presso un certo pubblico non lo sarà mai. Anche senza questo ostacolo il cambio di paradigma nella fruizione dei libri destabilizza i più, che associano la lettura alla carta e vedono l’utilizzo di un dispositivo elettronico un modo asettico ed impersonale di approcciarsi al proprio hobby. Questi pregiudizi sono ulteriormente rinforzati dai canali attraverso i quali questi dispositivi vengono pubblicizzati; il Kindle fino a poco tempo fa era acquistabile esclusivamente online. Benché tutti i Mondadori Store siano dotati di una postazione Kobo, la sperimentazione viene lasciata all’iniziativa personale; mentre la stragrande maggioranza degli eReader sono confinati nei negozi di informatica. Per accedere al grande pubblico è necessaria la creazione di “play room” sulla falsa riga degli Apple Store dove i clienti siano assistiti ed incoraggiati a leggere: un nuovo concetto di libreria  dove costruire una nuova “cultura del libro” e dove si possano instaurare nuove abitudini di lettura (Barnes & Noble ha tentato questa strada  mettendo in atto diverse iniziative come ad esempio permettere ai propri utenti di leggere i libri nelle proprie librerie tramite i Nook) che mettano in luce gli enormi vantaggi degli eBook.

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