Meglio un piccolo smartPhone o un grande smartWatch?

Samsung ha da poco presentato all’IFA 2013 il Galaxy Gear, uno smartWatch che assomiglia più ad un piccolo cellulare che a un “grande” orologio.
Il gingillo in questione, oltre a emulare le principali funzioni degli activity tracker in circolazione, funziona anche come kit viva voce (kit vieni a prendermi…), foto/video camera e casse stereo utili a condividere con chi vi sta intorno la vostra musica preferita (per favore non fatelo!).

La mia impressione è che Samsung abbia cercato di stipare in pochi centimetri più funzioni possibile lasciando al consumatore l’onere di trovare il “modo giusto” di usare il Galaxy Gear. Benché nel complesso il design e l’interfaccia appaiano tutt’altro che mediocri (Samsung sa fare di peggio), dubito che un orologio con un’autonomia di 10 ore possa davvero interessare l’utente medio. Un dispositivo del genere dovrebbe essere un compagno discreto che entra in gioco quando serve e si defila per la maggior parte del tempo, invece, a giudicare dai video che circolano in rete, quasi tutti gli utenti si destreggiano fra una marea di schermate, applicazioni ed opzioni. Probabilmente l’unico vero vantaggio del Galaxy Gear è l’accoppiata al Galaxy Note 3 (l’unico dispositivo con il quale sarà compatibile al momento del lancio): un phablet infatti non è sempre comodo da utilizzare ed un dispositivo satellite può essere utile.
In ogni caso spero che il Galaxy Gear 2 pensi un po’ più agli utenti e alle loro reali esigenze.

 

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