Gestalt

La psicologia della Gestalt (dalla parola tedesca Gestalt significa forma, schema, rappresentazione), detta anche psicologia della forma, è una corrente psicologica riguardante la percezione e l’esperienza che nacque e si sviluppò agli inizi del XX secolo in Germania (nel periodo tra gli anni ’10 e gli anni ’30), per poi proseguire la sua articolazione negli USA, dove i suoi principali esponenti si erano trasferiti nel periodo delle persecuzioni naziste.

Per la psicologia della Gestalt occorre considerare l’intero come fenomeno sovraordinato rispetto alla somma dei suoi componenti: “L’insieme è più della somma delle sue parti”  allo stesso modo in cui le caratteristiche di una società non corrispondono a quelle degli individui che la costituiscono. Quello che noi siamo e sentiamo, il nostro stesso comportamento, sono il risultato di una complessa organizzazione che guida anche i nostri processi di pensiero. La stessa percezione non è preceduta dalla sensazione ma è un processo immediato – influenzato dalle passate esperienze solo in quanto queste sono lo sfondo dell’esperienza attuale – che deriva dalla Gestalt, come combinazione delle diverse componenti di un’esperienza reale-attuale. La capacità di percepire un oggetto quindi deve essere rintracciata in una organizzazione presieduta dal sistema nervoso e non ad una banale immagine focalizzata dalla retina.

Per comprendere il mondo circostante si tende a identificarvi forme secondo schemi che ci sembrano adatti – scelti per imitazione, apprendimento e condivisione – e attraverso simili processi si organizzano sia la percezione che il pensiero e la sensazione; ciò avviene di solito del tutto inconsapevolmente.

Con particolare riferimento alle percezioni visive, le regole principali di organizzazione dei dati percepiti sono:

  • buona forma (la struttura percepita è sempre la più semplice);
  • prossimità (gli elementi sono raggruppati in funzione delle distanze);
  • somiglianza (tendenza a raggruppare gli elementi simili);
  • buona continuità (tutti gli elementi sono percepiti come appartenenti ad un insieme coerente e continuo);
  • destino comune (se gli elementi sono in movimento, vengono raggruppati quelli con uno spostamento coerente);
  • figura-sfondo (tutte le parti di una zona si possono interpretare sia come oggetto sia come sfondo);
  • movimento indotto (uno schema di riferimento formato da alcune strutture che consente la percezione degli oggetti);
  • pregnanza (nel caso gli stimoli siano ambigui, la percezione sarà buona in base alle informazioni prese dalla retina).
[da Wikipedia – Psicologia della Gestalt] Argomento: